Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK

Quadro macroeconomico

 

Quadro macroeconomico

infoMercatiEsteri: Quadro macroeconomico della Repubblica Ceca

Nel 2016 si conferma la solidità degli indicatori macro-economici. Il PIL è cresciuto del 2,5% su base annua. Le stime individuate dalla Banca Nazionale ceca per il biennio 2017-2018 confermano un livello stabile di crescita del 2-2,5%. Anche le previsioni del FMI per il periodo 2017-2020 indicano un tasso medio di crescita del 2,3%, dal momento che la migliore performance economica dei tradizionali partner europei sarà bilanciata dal rallentamento dell’economia cinese e dalla minore domanda di importazioni dalla Russia.

Questi due fattori potranno frenare la domanda proveniente dai mercati emergenti, ai quali la Repubblica Ceca è indirettamente legata attraverso i suoi stretti rapporti commerciali con la Germania. Il risultato del referendum in Gran Bretagna (quarto paese di destinazione delle esportazioni ceche) potrebbe portare, secondo le prime analisi post-Brexit, ad un rallentamento di qualche decimo di punto percentuale del tasso di crescita del PIL.

 

Gli altri principali indicatori segnalano la perdurante solidità di questa economia:

  • il bilancio pubblico annuale si è chiuso con un attivo di 61,8 miliardi di corone, nonostante la legge di bilancio precedentemente emanata contenesse un deficit previsionale di 70 miliardi;
  • il rapporto debito pubblico/PIL è sceso al 38,4%, con prospettive di diminuzione al 35% entro il 2021;
  • il tasso d’inflazione, rimasto stabile nel corso dell’anno a livello dello 0,5%, si è attestato allo 0,7% a fine anno (al di sotto dell’inflation target del 2% stabilito dalla Banca Nazionale ceca);
  • il mercato del lavoro presenta un tasso generale di disoccupazione del 5,2% a fronte di una media UE dell’8,7% e del 10,2% dell’Eurozona. In termini reali, 381.373 disoccupati e 132.500 posti liberi disponibili. La media degli stipendi mensili ha visto nel 2016 un aumento del 4,2% e la busta paga media è stata di 29.320 corone ceche (circa 1.084 euro). Nel settore industriale il slario medio è stato di 29.376 corone ceche (circa 1.088 euro), mentre quello nel settore automobilistico ha raggiunto 34.820 corone ceche (circa 1.288 euro), quasi il 30% in più rispetto alla media nazionale;
  • il comparto manifatturiero ha registrato nel 2016 una crescita pari al2,9% su base annua dovuto alla produzione di veicoli, rimorchi e semirimorchi (+11%), alla produzione di articoli relativi all’industria metallurgica (+4,5%) e alla produzione di derivati da gomma o plastica (+4,9%). Il settore che ha portato maggiori benefici è quello automotive: la produzione ha raggiunto un nuovo record con 1,344 milioni di veicoli (+8,3%) dovuto alla crescita del mercato, all’efficienza delle case di produzione ed ai nuovi modelli, che rispondono bene alle tendenze del mercato europeo. A trainare la produzione è stata la Skoda Auto con un incremento annuo superiore al 10% con più di 706.000 auto prodotte.

 

Il commercio estero guadagna ulteriore peso specifico nel quadro economico. I dati dell’Ufficio di Statistica ceco indicano per il 2016 un totale di 276,09 miliardi di euro (+2,3% rispetto al 2015). Un trend molto favorevole, che ha avuto risvolti fortemente positivi anche in ambito finanziario dati i processi di svalutazione monetaria messi in atto dalla Banca Nazionale ceca che hanno portato il tasso di cambio a 27 corone ceche per un euro.

 

Il terzo trimestre del 2017 indica una crescita dell'economia del 5% rispetto allo stesso periodo del 2016, trainata dall'aumento del salario minimo nonchè dei salari pubblici che hanno spinto i consumi privati, dallo sviluppo della produzione manifatturiera e soprattutto dal rincaro dei prezzi al consumo (agroalimentari, elettricità, gas, alcoolici, sigarette, ristoranti e alberghi). L'inflazione al 2,5% su base annua; il tasso di disoccupazione più basso di tutta l’UE (3,8% a dicembre 2017, diminuito dell’1,4% rispetto a dicembre 2016, con 280.620 disoccupati e 217.000 posti disponibili); lo stipendio medio mensile nominale è aumentato del 4,2%; la produzione industriale è cresciuta a dicembre dell'8%, dopo il +8,5% di novembre, mentre l'aumento su base annua è stato del 5,7%. Automotive e macchinari ed apparati elettronici figurano fra i settori determinanti per la crescita della produzione industriale.

Il commercio estero è cresciuto nel 2017: l’import, caratterizzato soprattutto da macchinari, autoveicoli e componentistica, è stato di 143,3 mld/€ (+10,8% rispetto al 2016), mentre l’export , dominato da autoveicoli e mezzi di trasporto, ha totalizzato 159,7 mld/€ (+8,6%). Crescita del commercio bilaterale dominata dai settori industriali, con un interscambio di 12,5 mld/€ (+5,7% rispetto al 2016): export italiano verso la Repubblica Ceca è salito a 6 mld/€ (+7,9%) mentre l'export ceco verso l'Italia è stato di 6,5 mld/€ (+3,4%). Tra i Paesi fornitori, l’Italia si attesta al quinto posto dietro Germania, Cina, Polonia e Slovacchia.

Ultimo aggiornamento: 13/02/2018

 

 


Luogo:

Ultimo aggiornamento: 15/03/2018

24