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Storia

 

Storia

CENNI STORICI E QUADRO POLITICO

La Repubblica Ceca si è costituita il 1° Gennaio 1993, con il dissolvimento della Federazione Cecoslovacca. Il primo Stato cecoslacco venne fondato da Thomas Masarik nel 1918 a seguito della caduta dell’Impero Austro-ungarico. Nel 1939 esso venne occupato e smembrato dalla Germania nazista, che incorporò il territorio ceco e fece della Slovacchia uno stato alleato. Nel Maggio 1945 lo Stato cecoslovacco venne restaurato e nel Febbraio 1948 vi si instaurò, senza spargimento di sangue, il regime comunista. Venti anni dopo, nel 1968, un movimento riformista (la "Primavera di Praga") fu abbattuto dall’Unione Sovietica e nell’aprile dell’anno seguente fu introdotta una nuova struttura federale. Alla fine del 1989 il regime comunista veniva abbattuto dalla c.d. "rivoluzione di velluto". In quella occasione sorse un dissidio fra Praga e Bratislava sulla opportunità o meno di mantenere un forte governo centrale (di cui era sostenitore l’allora Primo Ministro Vaclav Klaus). Il 25 Novembre 1992 i tre quinti dell’Assemblea Legislativa adottarono una legge che dissolveva la Federazione, dando vita a due distinti Stati : la Repubblica Ceca e la Slovacchia.

A metà degli anni ’90, una diffusa corruzione, una debole azione governativa, un debito pubblico in aumento ed una crescente crisi nel settore bancario frenarono il processo di riforme ed indebolirono la posizione del Primo Ministro Klaus, il quale, nel periodo Aprile- Giugno 1997, fu obbligato ad adottare una serie di misure economiche restrittive. Nel Novembre 1997, egli dovette dare le dimissioni per improvvise rivelazioni su certe irregolarità finanziarie imputate al suo partito, l’ODS. Per alcuni mesi, fino al Giugno 1998, il governo fu affidato al Governatore della Banca Centrale, Josef Tosovsky. Poi furono indette elezioni, che portarono ad un governo di minoranza guidato dal social-democratico Milos Zeman. Questi raggiunse un accordo con il maggior partito di opposizione, l’ODS, al quale andò il controllo del Parlamento, dell’amministrazione statuale e delle imprese pubbliche in cambio di un sostegno politico esterno. Nelle elezioni del 2002, il Partito Social-democratico, guidato da Vladimir Spidla, ottenne la maggioranza, ma non seppe capitalizzare il successo poiché in pochi mesi perse il consenso popolare, come dimostrato dalla netta sconfitta alle elezioni europee del Giugno 2004. Due mesi dopo Spidla veniva sostituito da Stanislav Gross, ma l’emorragia di voti continuò e, infatti, anche nelle elezioni del Novembre, per il rinnovo parziale del Senato e delle Assemblee regionali, i Social-democratici furono di nuovo nettamente sconfitti. Nell’Aprile 2005, Gross dava le dimissioni a seguito di vicende famigliari legate a poco chiari finanziamenti, di cui aveva beneficiato in passato. Al suo posto fu chiamato Jiri Paroubek, sotto la cui guida il partito ha fatto registrare dei sensibili miglioramenti in termini di consenso popolare.

Dopo le dimissioni del socialdemocratico Paroubeck annunciate in agosto 2006, veniva nominato Mirek Topolanek dell’ODS (Partito Democratico Civico), il quale assumeva la Presidenza di turno della UE dal 1° gennaio 2009. Dopo la caduta del Governo di Topolanek, toccò allo statistico ed economista Jan Fischer traghettare il Governo fino alle successive elezioni nel giugno del 2010. Il suo successore Petr Necas del Partito ODS fu travolto da uno scandalo che ne causò le dimissioni e la caduta del suo Esecutivo di centrodestra nel giugno 2013. Seguiva un periodo di transizione politica in cui le redini del Paese venivano affidate ad un Esecutivo tecnico nominato dal Capo dello Stato e guidato dall’economista Jiri Rusnok. A seguito del mancato ottenimento della fiducia parlamentare si e’ giunti ad elezioni legislative anticipate il 25 e 26 ottobre 2013 che hanno decretato la vittoria, seppur di misura dei socialdemocratici. Dal 17 gennaio 2014 il Presidente del Partito Socialdemocratico Ceco (CSSD), Bohuslav Sobotka, e’ il Primo Ministro della Repubblica Ceca e presiede dal 29 gennaio 2014 un Governo di coalizione, sostenuto da una maggioranza di centrosinistra formata dai socialdemocratici dello CSSD, partito di maggioranza relativa, i populisti di ANO ed i cristiano-democratici del KDU-CSL.

QUADRO ISTITUZIONALE

La Costituzione della Repubblica Ceca è stata adottata il 16 dicembre 1992. La Repubblica Ceca è una democrazia costituzionale, con un Parlamento caratterizzato da un bicameralismo imperfetto perché la Camera legifera, mentre il Senato adotta unicamente pareri non vincolanti ed ha quindi, in realtà, meno poteri della Camera.
La Camera dei Deputati ("Poslanecka Snemovna") è composta da 200 membri, eletti a suffragio universale ogni quattro anni.
Il Senato conta invece 81 membri, anche essi eletti a suffragio universale, ma con un mandato più lungo (6 anni) ed il rinnovo di un terzo dei seggi ogni due anni.
Possono votare tutti i cittadini con più di 18 anni; il sistema elettorale è proporzionale, con soglia di sbarramento al 5%.
Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento per un massimo di due mandati (cinque anni ognuno), con maggioranza qualificata soltanto nella prima votazione.
Milos Zeman è l’attuale Presidente ed è stato eletto l’8 marzo 2013.

Il Presidente - che possiede poteri limitati, ma che esercita la supervisione della politica estera e può partecipare alle riunioni del governo - nomina il Primo Ministro, il quale sceglie i Ministri. Spetta al Parlamento ratificare la suddetta scelta con il voto di fiducia.
L’ordinamento giudiziario nella Repubblica Ceca è costituito dalla Corte Costituzionale e dagli Organi giudiziari "ordinari". La Corte Costituzionale, garante della Costituzione, risiede a Brno, capitale della Moravia. E' formata da 15 giudici nominati dal Presidente della Repubblica con il consenso del Senato. Il Presidente ed il suo Vice sono nominati dal Capo dello Stato che li sceglie tra i giudici della Corte stessa. I giudici sono nominati per un periodo di 10 anni e possono essere confermati per successivi mandati. Gli organi giudiziari ordinari comprendono il Nejvyšší soud (Corte suprema), il Nejvyšší správní soud (Corte amministrativa suprema), i vrchní soudy (corti superiori), i krajské soudy (tribunali regionali) e gli okresní soudy (tribunali distrettuali). La gestione amministrativa degli organi giudiziari dipende a livello centrale dal Ministero della Giustizia della Repubblica Ceca.

LE RELAZIONI INTERNAZIONALI

UNIONE EUROPEA

Dal 1° maggio 2004 la Repubbblica Ceca è entrata nell’Unione Europea e dal 1° gennaio al 30 giugno 2009 ha ricoperto la Presidenza di turno.

Sito web di riferimento: www.eu2009.cz

La ratifica del Trattato di Lisbona, ostacolata dal partito civicodemocratico di Topolanek e Klaus (i quali peraltro avevano firmato la Convenzione nel dicembre 2007), al momento sospesa in forza di un ricorso alla Corte Costituzionale, che ne dovrà valutare la conformità ai dettami della Costituzione Ceca. La pronuncia, intervenuta soltanto alla fine di novembre, ha dichiarato la conformita’ del documento di Lisbona alla Carta Costituzionale Ceca, aprendo cosi’ la via al dibattito parlamentare. Il Presidente della Camera, il socialdemocratico Vlcek, ha immediatamente convocato una sessione parlamentare straordinaria (9 dicembre 2008), rinviata tuttavia su richiesta del Capogruppo ODS al prossimo 3 febbraio. Anche il Senato ha parimenti rinviato il dibattito al prossimo anno. La ratifica non si avra’ quindi in tempo utile per l’avvio del semestre ceco di Presidenza UE. La ratifica del Trattato di Lisbona, ostacolata dal partito civicodemocratico di Topolanek e Klaus (i quali peraltro avevano firmato la Convenzione nel dicembre 2007) fu sospesa in forza da un ricorso presentato da 17 senatori euroscettici alla Corte Costituzionale. A seguito del pronunciamento della Corte sulla conformità del Documento ai dettami della Costituzione Ceca, intervenuto il 26 novembre 2008, si aprì il dibattito parlamentare. La Camera dei Deputati approvò la ratifica il 18 febbraio 2009, mentre il Senato si pronunciò favorevolmente solo il 6 maggio 2009. Il 3 novembre 2009, il Presidente Klaus promulgò la ratifica del Trattato, che è entrato in vigore il 1° dicembre 2009.

CENNI STORICI

All’inizio degli anni ’90, la Cecoslovacchia fece dell’integrazione con la politica e l’economia occidentale nonché con le relative strutture di sicurezza un obiettivo prioritario di politica estera. Alla fine del 1989 entrò nel Consiglio d’Europa e nel 1991 firmò un accordo di associazione con l’UE. Dopo un rallentamento del processo di adesione all’Europa, registratosi per cause interne fra il 1992 ed il 1998, il Paese riprese con rinnovato vigore i suoi contatti e migliorò le relazioni con la Slovacchia, avviando una seppure circoscritta cooperazione con i c.d. Paesi di Visegrad (Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia e Polonia). Dopo il 2000 i parametri per l’accesso all’UE migliorarono fino a raggiungere nel Dicembre 2002 i livelli previsti dall’accordo di adesione . Il primo Maggio 2004, la Repubblica Ceca, insieme ad altri sette Paesi ex comunisti nonché a Cipro e Malta, diventava membro dell’UE.

A seguito del rigetto in Francia ed Olanda dei referendum sulla Costituzione Europea, il Governo decideva, nell’estate 2005, di sospendere il processo di ratifica anche a seguito dell’aperto dissenso sull’argomento più volte manifestato dal Presidente Klaus (nonostante il parere favorevole del Primo Ministro Paroubek). Nel 1997 , la Repubblica Ceca era formalmente invitata ad aderire alla NATO (insieme a Polonia ed Ungheria) e ne diventava membro nel Marzo 1999.

Forze ceche hanno partecipato ad operazioni "peacekeeping" delle NU in Bosnia, Croazia, Etiopia/Eritrea, Kosovo, Georgia, Serbia, Montenegro e Sierra Leone. Dall’inizio delle operazioni anti-terrorismo in Afghanistan, Iraq e Kuwait (2001), truppe ceche sono state sempre presenti sul campo. In Iraq, in particolare, si alterna ogni tre mesi un piccolo contingente di un centinaio di militari, dislocato nella base britannica di Shaiba, nel sud del Paese mediorientale, dove è impegnato in attività di formazione della polizia irachena.

 

Le altre direttrici su cui si muove la politica estera ceca sono quella orientale, con particolare riferimento alla Russia, e balcanica. Le relazioni con la Russia, storicamente travagliate, si sono nel tempo consolidate nel settore economico e finanziario soprattutto grazie agli investimenti russi in Repubblica Ceca e agli interessi in ambito energetico. In tale quadro, Praga guarda al Partenariato Orientale dell’UE come un importante strumento per gestire e sviluppare i rapporti con Mosca. Rimangono di fondamentale importanza infine le relazioni con la nazione sorella, la Slovacchia, con cui Praga punta a sviluppare ulteriori forme di collaborazione a livello politico (riunioni congiunte degli Esecutivi) ed economico (cooperazione nel settore energetico basata su una maggiore produzione di energia nucleare). Di rilievo anche il suo ruolo all’interno del Gruppo di Visegrád (V4), di cui fanno parte anche la Polonia, l’Ungheria e la Slovacchia.

 


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